La lingua spesso è causa primaria di deglutizione viziata quando presenta un frenulo corto anatomico, una condizione che insorge fin dalla nascita e che se non trattata genererà ipertono su tutta la catena muscolare antero-mediana (o linguale), coinvolgendo il diaframma e i visceri. Potrebbe generare tensioni cervicali importanti per effetto di un’azione vicariante che il tratto cervicale si troverà costretto a svolgere in assenza di un corretto movimento linguale. Considerando che tutto è collegato con tutto e che ciascuno ha una propria “storia posturale” ogni frenulo linguale corto potrebbe causare effetti diversi.

“È possibile che problematiche posturali manifestate in altri distretti corporei si riflettano su bocca, lingua e atm, come per esempio nel caso di un colpo di frusta; da non escludere anche cause di altro tipo, come fattori mentali, psicologici, ansie, stress… tutti elementi che contribuiscono a uno scoordinamento condilo-meniscale, originando bruxismo e sintomatologie dolorose…” (D. Raggi, M. Dompé, & L. Benedetti, 2003)

Spine irritative silenti e galvanismi

Vi possono essere anche “spine irritative silenti” in grado di alterare la deglutizione, come per esempio un dente mancante, un’otturazione non corretta, una malocclusione, un morso aperto/profondo/crociato, la presenza di campi galvanici nella cavità buccale. Questi ultimi, in particolare, rappresentano un fenomeno oggi molto diffuso: si tratta della presenza di una corrente generata da metalli (impianti di titanio, corone in metallo, amalgame, piercing, etc.). Essendo la lingua un muscolo estremamente sensibile, essa è in grado di avvertire anche la più piccola corrente, obbligando il cervello a elaborare una risposta motoria di difesa h24: anche nel caso in cui l’intensità del fenomeno non sia percepibile coscientemente, la lingua cercherà continuamente di sfuggirvi spostandosi in direzione opposta rispetto a dove si genera il galvanismo. Lo stesso avviene in presenza di retainer. E dato che ogni muscolo “impara ciò che gli viene insegnato”, qualora il disagio dovesse persistere a lungo, la lingua tenderà a deformarsi e a strutturarsi permanentemente in torsione/rotazione o in altri atteggiamenti alterati con ripercussioni che ancora una volta andranno a influire su collo, gola, vertebre cervicali, ecc. (Raggi, 2008)

Allo stesso modo, per le connessioni che intercorrono tra i muscoli del corpo, organizzati come già visto in catene muscolari, è possibile che problematiche posturali manifestate in altri distretti corporei si riflettano su bocca, lingua e atm, come per esempio nel caso di un colpo di frusta; da non escludere anche cause di altro tipo, come fattori mentali, psicologici, ansie, stress… tutti elementi che contribuiscono a uno scoordinamento condilo-meniscale, originando bruxismo e sintomatologie dolorose con o senza clic articolari, fino ad arrivare a episodi di blocco, anche detti lock mandibolari. (D. Raggi, M. Dompé, & L. Benedetti, 2003)

Come agire in studio

Dal momento che qualsiasi problematica si trasmette inesorabilmente a ogni parte del corpo e che è necessario risalire alla causa originaria della “stortura” per risolverla definitivamente, l’analisi posturale del paziente deve avvenire a 360°. Si procederà quindi a effettuare le seguenti osservazioni:

  • Linea di Barré
  • Valutazione delle linee su ogni fronte per verificare l’armonia della linea bipupillare, delle spalle, del bacino, ecc.
  • Valutazione della mobilità articolare generale
  • Valutazione dell’assialità del mento e della mandibola in statica e in dinamica
  • Valutazione dei condili dell’ATM attraverso la palpazione dall’esterno dei movimenti dell’ATM, rilevando eventuali scrosci o blocchi
  • Test di deglutizione
  • Test chinesiologico di intolleranza di un’amalgama, di una protesi o di un dente mancante e misurazione con tester per il galvanismo
  • Ma primo elemento tra tutti resta la storia del paziente, riportata in una time line degli eventi

Dopo una prima fase di indagine si inizia il trattamento posturale, organizzato secondo quanto emerso dall’analisi posturale e tenendo sempre presente che tendenzialmente dove si manifesta il problema non vi è mai la causa e che il corpo è un abile “compensatore”; ossia tende a nascondere o spostare il dolore nel tentativo di non soffrire. Alla luce di questi elementi, l’unico modo per indagare le catene muscolari e scoprire “responsabili” e “vittime”,  è mettere tutte le catene in tensione contemporaneamente. In questo modo, potranno emergere reazioni o ricordi legati al punto della causa originaria e si potrà poi quindi agire di conseguenza. Nello specifico, l’azione sull’ATM prevede una prima fase di decontrazione dei muscoli mandibolari attraverso un lavoro di fibrolisi accompagnato da lenti movimenti di apertura e chiusura della bocca a scopo propriocettivo. Per ridurre una lussazione, un clic o un lock si va a comprimere il condilo che tende a lussare per farlo rimanere in sede nelle fasi di apertura e chiusura e a decoaptare il condilo opposto che con il suo blocco o movimento “ipo”, è spesso il vero responsabile del problema. Tali manovre risultano altamente efficaci: in poche sedute si è in grado di restituire la funzionalità dell’ATM e migliorare la condizione posturale del paziente. (D. Raggi, M. Dompé, & L. Benedetti, 2003)
L’azione terapeutica sulla lingua è anch’essa principalmente di carattere destrutturante attraverso lo stretching e successivamente di carattere propriocettivo per restituire la corretta funzione deglutitoria e ricondizionare la corretta postura linguale.

Un caso interessante

Si presenta nel nostro centro di Posturologia a Milano la signora Lara, 45 anni, parrucchiera. Presenta un’intollerabile dolenzia alle spalle, non un vero e proprio dolore, ma come un disagio, un peso che la consuma e le altera persino l’umore. I sintomi aumentano durante il giorno, soprattutto durante il lavoro, e diminuiscono leggermente di notte, il che mi fa pensare che la causa possa essere legata all’attività di parrucchiera che svolge. Eppure, dopo una prima seduta nella quale trattiamo collo e spalle, la paziente riferisce solo un miglioramento minimo e limitato ai due giorni successivi al trattamento, dopodiché tutto torna come prima. Deduco che la mia strategia non è adeguata: dev’esserci un’altra causa…
Parlando con la paziente, osservandone attentamente i movimenti della bocca nel parlare, noto che la lingua tende a stare sempre da un lato e mai al centro come normale sia. La signora afferma di aver subito numerose otturazioni dentali e decido di effettuare dei test per approfondire la questione: attraverso l’uso di un tester per la misurazione delle differenze di potenziale, scopro che nella sua bocca è presente un livello di corrente galvanica pari a oltre 180 mV, un valore molto alto. Capisco perciò che i movimenti limitati della lingua derivano da una condizione di difesa perpetrata per anni. Decido di iniziare a trattare l’elasticità della lingua stessa in postura decompensata, ovvero coinvolgendo le catene interconnesse per circa 10-15 minuti nel tentativo di dare un po’ di sollievo. Alla fine del trattamento, Lara è provata e sudata per via della risposta nervosa del corpo, ovvero del Sistema Tonico Posturale, che ha rivissuto in pochi minuti tutto il fastidio e la fatica compiuta in anni di difesa. La lingua, dal canto suo, in così poco tempo ha recuperato notevolmente mobilità e plasticità. A questo punto consiglio alla paziente di rivolgersi al suo dentista per rimuovere le vecchie otturazioni realizzate con leghe vili ed effettuare un buon lavoro di sostituzione con materiali più idonei e più sicuri in termini di salute. Di fronte al risultato, Lara è incredula e inizia a ridere convulsamente, sconvolta dalla nuova leggerezza che avverte alle spalle: si sente leggera, contenta come non lo era da anni, insomma, rinata. (Raggi, 2008)

Sophie Mattarelli
Daniele Raggi
Vincenza De Marco

Bibliografia di riferimento:

Raggi, D., & Cupietti, M. (2000). Una proposta per allontanare la protesi. Ortho 2000, 33-36.

Raggi, D., & Majocchi, G. (2004). Artrosi dell’anca – Una proposta in ambito posturologico. Il Massofisioterapista, 16-19.